CENTRO DONNA L.I.S.A.

Via Rosina Anselmi 41 00139 Roma 0687141661

info@centrodonnalisa.it

 
                 donne in rete contro la violenza.

vuoi ricevere notizie dal centro donna?


 
iscriviti cancellati

 

 

libera associazione di donne

HOME

chi siamo

come raggiungerci

violenza contro le donne

LEGALE E PRIMA ACCOGLIENZA

appuntamenti

foto

corsi

AUTOPRODUZIONI

COMUNICATI

PROGETTI

FORMAZIONE

 

FUORI GLI OBIETTORI DAL SAN CAMILLO!

È con rabbia e preoccupazione che rispondiamo all’allarme lanciato dalle ginecologhe  che operano negli ospedali della Provincia di Roma, circa il rischio che al reparto maternità e ostetricia dell’Ospedale San Camillo venga nominato un primario obiettore di coscienza.

Proviamo rabbia, perchè siamo costrette a constatare che dichiararsi obiettore di coscienza è la condizione irrinunciabile per fare carriera negli ospedali pubblici. Praticare l’IVG sembra infatti incompatibile col dirigere un reparto di maternità e ostetricia: come se garantire alle donne la libertà di scelta fosse in contraddizione con il promuovere una maternità responsabile e desiderata.  I diritti delle donne sono calpestati per gli interessi di chi sta distruggendo la sanità pubblica avvalendosi di presunti meriti morali e religiosi e applicando la falsa retorica del taglio agli sprechi.

I danni devastanti già si contano: il ritorno dell’aborto clandestino e casalingo, specialmente tra adolescenti e immigrate, non è più uno spettro del passato ma un orizzonte sempre più prossimo. 

Il San Camillo è il centro per l’interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) più importante del Lazio, tra le 4 strutture a Roma a somministrare la RU486 (insieme al Grassi, al Sant’Eugenio e al San Filippo Neri). A fronte di altri 4 reparti IVG chiusi di recente nel Lazio (Monterotondo, Sora, Frosinone e Gaeta) e del faticoso e ancora atteso riavvio del repartino del Policlinico Umberto I, il San Camillo rimane il cuore dell’applicazione della Legge 194 nella regione. La nomina di un obiettore confessionale ci dà la certezza che anche al San Camillo nel giro di poco tempo richiedere un aborto significherà andare incontro a mille ostacoli, dai tempi di attesa agli obiettori di coscienza.

Vogliamo richiamare alle sue responsabilità il governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti: oggi garantire l’applicazione della legge 194 significa porre misure di tutela della salute e dell’autodeterminazione delle donne, come di garanzia di trovare medici non obiettori in ogni ospedale pubblico, facendo sì che questa scelta non sia più un limite alle possibilità di carriera di questi medici, evidentemente soggetti a discriminazione.

Chiediamo a Zingaretti di indire un nuovo bando di concorso  per il San Camillo in cui tali discriminazioni vengano efficacemente contrastate e i diritti delle donne e dei medici non obiettori rispettati.

Chiediamo infine al Governatore di mettere in atto quanto è in suo potere per garantire il Turn Over del personale medico e la massima qualità e assistenza negli ospedali pubblici così come nei consultori, sempre più poveri di personale qualificato e di risorse.

È altrettanto imprescindibile garantire le risorse necessarie e mettere tra le priorità nella riqualificazione ,la formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari in particolare per quanto riguarda l’IVG e la RU486, la prevenzione e la contraccezione.

Alla direzione sanitaria/generale del San Camillo chiediamo l’immediata attivazione di un reparto dedicato alla somministrazione della RU486.

Inoltre, ci batteremo affinché il reparto IVG non venga scorporato dal reparto Maternità e trasferito in un’altra ala dell’ospedale. Questa scelta potrebbe rappresentare un rischio concreto per la vita stessa delle donne ricoverate, dilatando, in casi di emergenza, i tempi di trasferimento tra i diversi padiglioni.

 

materiali

legislazione

centri antiviolenza

 DONNE IN RETE CONTRO LA VIOLENZA

consultori a Roma

rassegna stampa

contraccezione e aborto

LINKS

 

site search by freefind advanced


 

Via Rosina Anselmi 41 00139 Roma 0687141661

Puoi sostenere le attività del Centro Donna L.I.S.A.  inviando un contributo a  Ass. Donne in Genere O.N.L.U.S. IBAN  IT97 H062 8003 2050 0000 3010 136 

Donne in Genere è una O.N.L.U.S.Ogni contributo in suo favore e' detraibile ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs 4/12/97 n. 460 O.N.L.U.S.